Share on Facebook6Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someoneShare on LinkedIn0

Teahupoo è un villaggio sulla costa sud-occidentale dell’isola di Tahiti, nella Polinesia francese, a sud del Pacifico. Qui vengono cavalcate le onde più pericolose del mondo: l’ultima era alta appena 3 metri, ma ha registrato una potenza ed una velocità devastante. Il piccolo villaggio è meta per tutti gli appassionati di surf, un piccolo paradiso di bellezza, seppur la pericolosità del sito lo porterebbe ad accostarlo più facilmente ad un vero e proprio inferno. Non a caso il suo nome, tradotto letteralmente in inglese, è “luogo del cranio”.

Qui si disputa l’annuale Billabong Surf Pro Tahiti, una tappa del Campionato Mondiale (WCT) della Association of Surfing Professionals. Pioneri del bodyboard, come Mike Stewart e Ben Severson, sono stati i primi a bagnarsi in queste acque, nel lontano 1986, che divennero in pochi anni uniche al mondo per le cariche adrenaliniche che regalano agli appassionati del genere. Il momento forse più emozionante si e’ avuto il 17 agosto del 2000, quando il campione di surf Laird Hamilton, partito dalle Hawaii, ha atteso e surfato la più grande onda mai registrata a Teahupoo, facendolo definitivamente entrare nella leggenda.

Poi, negli ultimi mesi, lo scontro con una parete d’acqua, con l’onda più pericolosa del mondo, alta “appena” tre metri. Nonostante ci siano state onde alte anche 30 metri. Durante i giorni della Billabong Pro la Marina francese lancia un doppio codice rosso e proibisce a tutti di entrare in acqua, avvisando che avrebbero arrestato chiunque ci avesse soltanto provato. L’allarme non è servito a fermare un impavido surfista, che è stato immortalato da Chrys Bryan e dalla sua Phantom HD, realizzando un video incredibile. Fortunatamente l’”incosciente” non ha riportato danni, ma ha rischiato la vita. Quelle di Teahupoo, difatti, rientrano nella top ten delle onde più pericolose del mondo. Solo negli ultimi undici anni, praticando questo sport, sono morte cinque persone…

Share on Facebook6Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someoneShare on LinkedIn0